Il governo indiano ha deciso di investire 6,2 miliardi di dollari per il ripopolamento delle foreste. Si tratta di un investimento ambizioso per uno dei mercati emergenti più importanti, ma allo stesso tempo, per uno dei paesi più inquinati del mondo; infatti, secondo i dati OMS, 13 delle 20 città più inquinate del mondo si trovano proprio in India.

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L’obiettivo del governo indiano è quello di estendere al 33% la parte di suolo ricoperta da foreste (attualmente siamo al 21%). Tutto ciò comporterebbe anche miglioramenti per quanto riguarda la qualità dell’aria puntando a ridurre sensibilmente le emissioni di CO2 (si parla di un assorbimento di 2,5 miliardi di tonnellate di anidride carbonica entro il 2030).

Nonostante la bontà del progetto e dell’approvazione della prima camera del Parlamento, ci sono ancora tre nodi da sciogliere prima dell’approvazione definitiva:
1. Non è ancora chiara l’assegnazione dei fondi del progetto;
2. Non è ancora chiaro lo schema di biodiversità che verrà applicato nei punti di riforestazione;
3. Non sono state ancora identificate le aree dove questa riforestazione verrà attuata.

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Personalmente mi chiedo se questa notizia avesse avuto la stessa rilevanza e pubblicità se stessimo parlando di un mercato “minore” e non di uno tra i più importanti al mondo; tuttavia che sia davvero un primo passo verso uno sviluppo sostenibile di cui si parla tanto ma spesso si fa poco o nulla? Ci saranno stati che emuleranno tale intervento? Non si tratta della risoluzione allo spinoso problema dell’inquinamento globale, ma che sia un inizio?

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